Può sembrare brutto da sentire ma assistenza e solidarietà hanno bisogno di soldi per funzionare! Scegliere di fare una piccola donazione a un’associazione, che concretamente apporta un sostegno nella comunità, è un modo per promuovere un cambiamento sociale.
I volontari dedicano alle attività il loro tempo gratuitamente, togliendolo alle proprie famiglie, e mettono a disposizione spesso proprie risorse per perseguire il benessere di una parte di società e non con la finalità di diventare più ricchi.
La nostra associazione (no-profit) opera senza scopo di lucro, ogni introito viene utilizzato per l’assolvimento delle necessità pratiche (bollette, carburante, materiali..) e meticolosamente rendicontato nel bilancio annuale (che può essere visionato a questo link). Per alcuni acquisti, purtroppo, gli sforzi dei singoli volontari non bastano! Le associazioni di volontariato non hanno dei fondi destinati a cui attingere; ricevono il proprio sostentamento tramite le quote associative dei volontari, le donazioni o, se va bene, riescono a acquistare qualche dispositivo o attrezzatura vincendo un bando statale. Diventa perciò fondamentale il sostegno della comunità tramite le donazioni.

Le piccole realtà associative, come la nostra, sono fatte da persone che hanno lo spirito di rimboccarsi le maniche per aiutare, operare e riparare! Non è facile per chi ha questo spirito chiedere una donazione. Non si è abituati a chiedere soldi: “Pare brutto!”. Eh si “pare brutto” è quello che ci gira in testa ogni volta che con una vocetta timida diciamo a qualcuno “ah devi fare la dichiarazione dei redditi? Se non sei già impegnato.. tanto non costa niente.. comunque lo versi.. forse non sai a chi, ma lo versi… bhe, insomma, se non ti infastidisce perdere due minuti in più.. che ne pensi di donare alla nostra associazione il 5x1000?... ma solo se non ti disturba!” Ecco quanta fatica costa a chi ha il nostro spirito chiedere a un parente o un amico se può fare una semplice operazione, senza costi aggiunti, che darebbe un po' di sostegno e respiro all’associazione!
Eppure il 5x1000 e le donazioni sono una risorsa fondamentale per permettere l’operato di una associazione e la mancanza di fondi è spesso il motivo per il quale tante realtà benefiche si trovano nella condizione di chiudere, lasciando l’amaro in bocca ai volontari che ne fanno parte e cancellando un bene importante per il territorio.
Premesso ciò, con la vocina timida e senza le capacità comunicative di un ufficio stampa, con le parole semplici di una volontaria messa di fronte a un problema concreto e ingente rispetto alle risorse che l’associazione può sostenere, ci provo io a superare questo tabù del “pare brutto”.
Mi rivolgo a chi ha speso due minuti a leggere queste righe (che già solo per questo ringrazio!) e vi chiedo di pensare alla destinazione del 5x1000 alla nostra associazione e di regalarci un altro po' di tempo per considerare la donazione a una delle nostre campagne di raccolta fondi che potete visionare a questo link.
Una delle campagne è dedicata all’acquisto di un mezzo sostitutivo del Ducato che in questi 10 anni di attività ci ha accompagnato ovunque attraverso le avversità. Un po' l’idea mi rattrista, anche perché ormai è diventato un ulteriore “compagno di squadra”, ma le sue condizioni non gli permetteranno ancora a lungo di operare. È approdato alla nostra associazione già abbastanza malconcio e con tanta passione abbiamo cercato di dargli una seconda vita e posso fieramente affermare che nel corso degli ultimi anni ha operato con onore!!!!
Ha trasportato migliaia di derrate alimentari dai magazzini del Banco delle Opere di Carità di Cirò alle case di Catanzaro in cui il cibo scarseggiava durante l’emergenza economica post-pandemia, ha portato le tende e gli arredamenti che hanno permesso a tanti cittadini della nostra provincia di vaccinarsi durante l’emergenza Covid-19, è stato in tante circostanze la centrale radio e APR durante le ricerche di persone scomparse, ci ha permesso di raccogliere e consegnare i beni di prima necessità per i rifugiati, le vittime delle ultime guerre e chiunque fosse in difficoltà, ha vigilato nelle notti di gelo per aiutare le persone senza fissa dimora e aiutarle a raggiungere un rifugio. Durante i nostri piovosi inverni ha trasportato pompe, manichette, pale e tutto ciò che serve per svuotare dall’acqua alluvionale case, strade e scuole. E’ stato attrezzato in modo da avere la funzione di segreteria mobile, di ponte per le radiocomunicazioni nelle zone non coperte da segnale, di torrefaro durante i blackout. Ha fatto tutto questo, ma durante le emergenze è molto di più che un semplice mezzo di trasporto: rappresenta un rifugio per i volontari che operano a volte per diversi giorni al freddo e sotto le intemperie. Avere un posto in cui indossare dei vestiti asciutti o dove preparare un thè caldo nelle lunghe notti fredde, aiuta loro a aiutare la comunità.
Il nostro Ducato non si è mai fermato davanti alle necessità della comunità neanche quando la frizione strideva, quando il freno a mano ha deciso di non frenare (!), quando ha “perso” un tergicristallo, quando il radiatore si è bucato e mille altri malanni che ha dovuto affrontare! Poche settimane fa ha subito altri importanti danni a causa dell’accanimento di alcuni vandali per rubare l’attrezzatura al suo interno. Ora purtroppo è arrivato il tempo del riposo. 
La seconda campagna vuole raccogliere quanto necessario per installare una colonnina con un defibrillatore automatico (DAE). Ormai in ogni città possiamo trovare questi dispositivi (anche nella nostra!) purtroppo però non sono mai abbastanza. Quando si contano persino i secondi per determinare la differenza tra vita e morte la tempestività è un fattore fondamentale. Abbiamo imparato tramite la formazione cosa fare per soccorrere, ma a volte non abbiamo i mezzi per farlo. La nostra città, come molte altre con tanto passato alle spalle, ha un centro storico caratterizzato da viuzze strette che troppo spesso si traducono nella congestione della viabilità. Non so se potete immaginare la disperazione che i parenti e il soccorritore stesso possono provare in quei minuti lunghissimi, la sensazione che si sente quando durante la rianimazione chiedi un defibrillatore e non sai se arriverà, nei casi più fortunati si risolvono nella “comparsa del dispositivo della salvezza”, ma non sempre è così. Avere a disposizione più DAE dislocati sul territorio permetterebbe di accorciare i tempi di intervento e salvare più persone. Non ci pensiamo nella vita di tutti i giorni, ma è un qualcosa che riguarda tutti noi.
Una delle principali fonti di finanziamento che ci sostengono nel nostro operato sono le donazioni, effettuate da privati o imprese commerciali. Per questo chiedo un aiuto a voi tramite il 5x1000 e le campagne di donazione, se siamo tanti, basta poco!
Anche una piccola donazione può fare la differenza!!!